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Flagellazione
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La mwbgflagellazione è un atto di mwbwpunizione corporale (dal latino mwcaflagellum, mwcqfrusta). La flagellazione è eseguita su soggetti restii, come strumento di mwcgtortura o come mwcwpena corporale; tuttavia, la flagellazione è anche utilizzata in modo consenziente nell'ambito mwdaBDSM, o compiuta su sé stessi (mwdqmwdgautoflagellazione), durante pratiche religiose o mwdwsadomasochiste.
Contents
• Storia
• Islam
• Note
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Origine del nome
mwgaFlagellazione è approssimativamente un sintagma derivato dal mwgqflagellum, la mwggcinghia di cuoio dei Romani; si distingue etimologicamente dalla mwgwfustigazione (dal latino mwhafustis, bastone) che prevede l'uso di verghecite-ref-1[1] o altri arbusti vegetali.
Peraltro, l'uso delle parole mwigflagellazione e mwiwfustigazione viene confuso - sia in Italia che all'estero (che spesso richiama le stesse radici latine) nelle traduzioni letteralicite-ref-2[2] - e viene genericamente associato a qualsiasi lacero-contusione nei tessuti del corpo umani inflitta con strumenti semi-rigidi: il colpo così vibrato si giova anche della velocità che acquista il loro impiego, mentre per le mwkaarmi bianche l'effetto lesivo dipende prevalentemente dalla forma e dal peso del materiale che compone il mwkqbastone o la mwkgmazza.
In modo specifico, il mwlaflagello nel tempo ha assunto la caratteristica della mwlqfrusta, anche nelle varianti extraeuropee del mwlgKnut o del mwlwSjambok ed in quelle moderne utilizzate nello mwmamwmqstrapping e nel mwmgmwmwbelting; quanto alla mwnafrusta a più appendici, storicamente apparso nella forma del mwnqgatto a nove code, essa si è in tempi più recenti anglicizzata e viene associata, per similarità d'aspetto, al mwngflogger, un tipo di frusta moderno il cui scopo è più mirato alla sensazione erotica che all'infliggere dolore.
Storia
Questa pratica era probabilmente originaria del mwoqMedio Oriente, ma velocemente si diffuse in tutto il mondo antico. A mwogSparta, per esempio, i giovani la consideravano come un test della propria mascolinità. Gli mwowEbrei invece limitavano la fustigazione a mwpaquaranta colpi (mwpqmwpgDeuteronomio mwpw25, 3cite-ref-3[3]): per evitare di commettere qualche errore di calcolo e quindi colpire più di quaranta volte la vittima, andando contro la legge, si fermavano a mwraquaranta meno uno.
I Romani riservavano questa tortura ai non cittadini, come stabilito nella mwtqmwtglex Porcia e nella mwtwmwualex Sempronia, datate tra il mwuq195 a.C. e il mwug123 a.C. Il poeta mwuwQuinto Orazio Flacco riporta l'mwvahorribile flagellum nelle sue mwvqSatire, descrivendo la fine di queste pratiche. In origine la flagellazione, prima della condanna a morte mediante taglio della testa, era comune anche per i cittadini romani; solo quando la mwvgmwvwprovocatio ad populum rese più rara la pena capitale all’interno del mwwapomerio civico, si passò alla mwwqfustigazione. Tipicamente, nella prima età repubblicana, colui che doveva essere punito veniva legato ad una piccola colonna o ad un piccolo palo, così che potesse piegarvici sopra. Due mwwgmwwwlictores (o a volte quattro o sei) alternavano i colpi. Non c'era un limite alle sferzate inflitte: era il mwxalictor a decidere, anche se normalmente non erano intenzionati ad uccidere la vittima. Ciò nonostante, mwxqTito Livio, mwxgGaio Svetonio Tranquillo e mwxwGiuseppe Flavio riportano casi di decessi sul posto, durante la flagellazione. Da molti autori, questa era riportata come una "semi-morte", anche perché, dopo breve tempo, morivano. mwyaCicerone riporta: mwyq"Sic ille adfectus illim tum pro mortuo sublatus perbrevi postea est mortuus" (Torturato in tal modo fu portato via da là come morto e pochissimo tempo dopo morì)cite-ref-4[4]. Spesso la vittima veniva capovolta per permettere la flagellazione anche sul petto, anche se si procedeva con cautela perché la possibilità di infliggere un colpo mortale era molto elevata.
Durante l'mwzwImpero romano, la flagellazione era normalmente eseguita prima della mwaacrocifissione: erano utilizzate comunemente fruste con piccoli pezzi di metallo oppure con delle ossa alle estremità. Questo stratagemma portava facilmente ad una deturpazione e seri traumi, come la mwaqlacerazione della pelle o la perdita di un occhio: perdendo molto sangue, a causa delle ferite riportate, la vittima subiva un forte mwagshock ipovolemico. Le punizioni tramite una frusta o flagello erano comuni per tutti gli schiavi da parte dei loro padroni e, sino al medioevo, contemplati anche per i cittadini liberi da parte di pubbliche autoritàcite-ref-5[5].
Schiavitù
Sia nei più recenti tempi moderni, che indietro nell'antichità, molte società hanno implementato nel loro sistema sociale la mwdgschiavitù, creando una vera e propria mwdwclasse di schiavi. Questi schiavi erano l'ultimo gradino della piramide sociale e appartenevano, in molti casi, legalmente ai loro padroni che avevano il diritto di punirli a piacimento. La fustigazione, lungo tutta la storia, era uso comune nel punire gli schiavi.
Benché la grandissima crudeltà verso gli schiavi fosse generalmente accettata sin dalla tradizione romana, alcuni schiavi domestici erano trattati 'paternalisticamente', alla stregua di un individuo con pieni diritti civili: gli schiavi erano spesso un prezioso investimento, soprattutto quelli capaci di preziosi manufatti o molto istruiti, capaci di allevare i figli dei loro padroni. Perciò talvolta la flagellazione era controllata da un medico, che aveva il potere di fermare la tortura evitando così la morte della vittima.
Anche se la mwegriforma e l'mwewilluminismo resero con il tempo la schiavitù come una pratica inaccettabile per l'Europa civilizzata, la cosiddetta "mwfatratta degli schiavi" americana rimase, così come la flagellazione. In modo particolare contro gli schiavi di colore, provenienti dall'mwfqAfrica e diretti verso le mwfgAmeriche, la fustigazione era considerata un buon metodo per incrementare disciplina e obbedienza nei destinatari. Tra le altre cose, la flagellazione era uno dei metodi per mwfwtorturare le persone e per affermare potere sulle popolazioni sottoposte al dominio mwgacolonialecite-ref-6[6].
Epoca moderna e contemporanea
Ancora nel XIX secolo era punizione comune per le persone sottomesse all'autorità di qualcuno, così i prigionieri, i militari, i marinai, i monaci, le monache, ecc.: anche se la pratica era stata bandita in Francia con la rivoluzione francese mwhw1789, rimase in uso per periodi più o meno lunghi nel resto d'Europa e fu più dura a morire nei rapporti tra i genitori ed i propri figli. Del resto la sopravvivenza della pena seguiva quella della schiavitù, la quale fu abolita negli mwiaStati Uniti d'America solo nel 1861, solo per riferirci agli stati più progressisti.
La flagellazione nella mwigmarina britannica era una comune misura disciplinare, che venne poi impropriamente associata al virile disprezzo per il dolore dei marinai sulle mwiwnavi britanniche; solo nel mwja1831 l'ultimo soldato inglese subì la punizione della frusta, anche se in realtà si registrò soltanto una modificazione degli mwjqstrumenti utilizzati, con il passaggio alla fustigazione.
Mentre la flagellazione e pressoché tutte le forme di pene corporali sono ora abbandonate in molti paesi occidentali (che vietano come mwjwtortura analoghi comportamenti inflitti da pubblici ufficiali o da privati), questa pratica è ancora una forma comune di pena in molti paesi del mondo, in particolare nei mwkapaesi islamici. A mwkqSingapore o in mwkgMalaysia, seppur con la supervisione di un medico, molti crimini sono puniti in questa maniera: vengono utilizzate delle mwkwcanne di bambù.cite-ref-7[7]
Relazioni con la religione
Cristianesimo
mwoaLa flagellazione rimanda, in contesto cristiano, alla mwoqflagellazione di Gesù, episodio in cui mwogGesù viene fustigato nella sala del pretorio di mwpaPonzio Pilato. La pratica dell'mwpqautoflagellazione e della mortificazione della carne a scopi religiosi era diffusa nel mwpgMedioevo e riguardava soprattutto il movimento ereticale dei mwpwflagellanti del mwqaXIII secolo. Al giorno d'oggi utilizzano la "disciplina" i numerari dell'mwqqOpus Dei, in una sorta di mwqgautoflagellazione simbolica con l'uso un frustino leggero che non provoca danni, né fa sanguinare.
Estasi, mistica, ritualità
Pratiche come l'inedia, il rifiuto di dormire e la flagellazione, possono indurre stati di alterazione: la fustigazione viene spesso usato per raggiungere l'mwrqestasi religiosa e mwrgmistica, come parte di pratiche mwrwrituali o cerimoniali, raggiungendo insoliti stati d'animocite-ref-8[8]. Un utilizzo rituale e simbolico della flagellazione, in funzione demwtasacralizzante, è citato da mwtqErodoto (mwtgmwtwStorie, VII, 35) nell'episodio di mwuaflagellazione dell'Ellesponto messo in atto da mwuqSerse.
Islam
Nel caso di mwvapena corporale, la persona che dà le frustate, nei mwvqPaesi islamici, deve tenere un mwvgCorano sotto l'ascella del braccio con cui utilizza la frusta: ciò ha l'effetto di limitare la potenza del colpo, ma anche gli atti compassionevoli nell'esecuzionecite-ref-9[9].
Invece, per il caso di autoflagellazione mistica, sono stati indicati anche ulteriori moventi, come quello di identità comunitaria o tradizionalistacite-ref-10[10].
Note
cite-note-11. ↑ mwzgmwzwmw0aUFTDU | 2014 ottobre, su mw0qunionedirittiumani.it.
cite-note-22. ↑ Un sottogenere pornografico, che tra il 1890 ed il 1940 diede luogo dai sette agli ottocento titoli, era definito il mw1qroman de flagellation: Alexandre Dupouy, mw1gAnthologie de la fessée et de la flagellation, Paris, La Musardine, 1998, p. 20.
cite-note-33. ↑ mw2gmw2wmw3aDt 25, 3, su mw3qLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-44. ↑ mw4qIn Verrem V-142.
cite-note-66. ↑ Per Jean-François Bayart, mw6gHÉGÉMONIE ET COERCITION EN AFRIQUE SUBSAHARIENNE. La «politique de la chicotte», «mw6w Politique africainemw7a », Editions Karthala, 2008/2 N° 110, p. 144, «l'economia morale delle fustigazioni è soprattutto di ispirazione neotradizionale, che non esclude il suo radicamento nei repertori etici e politici di più lunga durata in cui è stato consacrato lo Stato coloniale».
cite-note-77. ↑ mw8amw8qmw8gMan tells of flogging - 250 lashes down, 50 to go - theage.com.au, su mw8wtheage.com.au.
cite-note-88. ↑ mw9w(mw-amw-qFRmw-g) Patrick Vandermeersch, mw-wLa chair de la passion. Une histoire de foi: la flagellation, Paris, Cerf, 2002.
cite-note-99. ↑ "Secondo il codice penale mw-wiraniano tale reato va punito a seconda che il colpevole abbia confessato, ovvero sia accusato da quattro testimoni: nel primo caso il versetto 24,2 del Corano dispone che «l’adultero e l’adultera siano puniti con cento colpi di frusta ciascuno, né vi trattenga la mwaqacompassione che provate per loro dall’eseguire la sentenza di Dio»": P.L. Petrillo, mwaqeIran, Bologna, Il Mulino, 2008, pp. 131-132.
cite-note-1010. ↑ mwaqu(mwaqymwaqcFRmwaqg) Anne-Sophie Vivier-Muresan, mwaqkRites d’Achoura et affirmations communautaires, Archives de sciences sociales des religions 2020/2 (n° 189).
Bibliografia
• Andrew Conway, mwaq0The Bullwhip Book, Greenery Press, 2000. ISBN 1-890159-18-2.
• Joseph W. Bean, mwareFlogging, Greenery Press, 2000. ISBN 1-890159-27-1.
• George Riley Scott, mwaruStoria delle punizioni corporali, mwaryArnoldo Mondadori Editore, mwarcMilano, 2006. ISBN 88-04-55899-7
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikizionario
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su flagellazione
Collegamenti esterni
• mwasc(EN) Nozioni forensi e cliniche della Pratica della Crocifissione, su e-forensicmedicine.net. URL consultato il 30 aprile 2006 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2004).
• mwask(EN) Pilot Guide - Flagellazione in Australia (incluse animazioni), su pilotguides.com. URL consultato il 30 aprile 2006 (archiviato dall'url originale il 13 giugno 2006).
• mwass(EN) World Corporal Ponishment Research, su Corpun.com.